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Graziella Galvani porta ancora una volta all´estero il suo spettacolo
“4 COSMICOMICHE” di I. CALVINO
Al pianoforte Mario Mariani
Beatrice Pucci Disegna
Il 25 ottobre 2005 - SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
BUDAPEST
Bródy Sándor u. 8
T. 0036-1-483-2040
“Da giovane sognavo di diventare un autore di teatro” dichiara Calvino in un’intervista. Ha scritto libretti d’opera musicati da Luciano Berio, da Sergio Liberovici, parole per canzoni, ma non per il teatro di prosa. A 20 anni dalla morte (avvenuta nel settembre 1985) portiamo in teatro 4 delle sue “Cosmicomiche” convinti della loro valenza teatrale.
“combinando in una sola parola i due aggettivi cosmico e comico ho cercato di mettere insieme varie cose che mi stanno a cuore. Nell’uomo primitivo e nei classici il senso comico era l’atteggiamento più naturale; noi invece per affrontare le cose troppe grosse abbiamo bisogno d’uno schermo, d’un filtro, e questa è la funzione del comico.” Calvino reinventa così in modo giocoso la cosmologia e la genesi prendendo spunto dalle scoperte moderne dell’astronomia e delle scienze. Dati precisi che, messi dall’autore in una breve introduzione ad ogni “Cosmicomica”, meglio orientano e divertono l’ascoltatore proiettandolo in un veloce percorso dal Big-Bang fino ai giorni nostri.
Con le parole di Calvino Graziella Galvani immette nel teatro l’intero universo dove vive ed ha vissuto da milioni e miliardi di anni cioè da sempre, il personaggio narrante, un individuo indefinito dal nome impronunciabile, Qwfwq.
Le “Cosmicomiche” sono scientifiche ed emozionanti, divertenti e ricche di significati profondi. Spazio e tempo senza limiti, ma siamo sempre noi ora, qui sul nostro pianeta i protagonisti di questi racconti fatti per scoprire il piacere di pensare ed immaginare.
In una sommaria e un po’ beffarda genealogia Calvino scrisse: “Il procedimento delle Cosmocomiche non è quello della Science Fiction (cioè quello classico – e che pur molto apprezzato – di Jules Verne e H.G. Wells). Le Cosmocomiche hanno dietro di sé soprattutto Leopardi, i comics di Popeye (Braccio di Ferro), Samuel Beckett, Giordano Bruno, Lewis Caroll, la pittura di Matta, e in certi casi Landolfi, Immanuel Kant, Borges, le incisioni di Grandville”.
La musica di Mario Mariani è un elemento importante dello spettacolo, e Beatrice Pucci disegna i personaggi , le azioni, le nuvolette mentre viene narrata una delle Cosmocomiche che Calvino ha scritto come sceneggiatura per un fumetto. |